Sveglia alle undici e tre quarti con la bocca impastata dall’acido amarognolo dell’alcool, naso ancora saturo di fumo. Ti alzi e metti subito la musica a palla per convincerti che stai bene, ma appena vedi la bottiglia di vino che ti sei scolato ieri sera ti sale la nausea. Hai fame da morire, ma inspiegabilmente cazzeggi invece di cucinare: accendi il computer e suoni la chitarra. Ricordi con gli amici gli episodi della nottata, commenti tutte le ragazze più carine e soprattutto le più brutte (alcune inguardabili, addirittura offensive). Ti senti strano, sei felice di avercela fatta anche questa volta, ti sei sfogato, sei felice di esserti svegliato in un giorno nuovo, un giorno di riposo. Però non sei del tutto felice. Ti senti come quando perdi qualcosa di molto costoso, ti sei fatto sfuggire troppe occasioni ieri sera, potevi divertirti di più, dovevi! E’ sempre così, ed è così perché stai pensando a qualcosa di passato: tutte le tue azioni sono irripetibili. Il tuo malessere è espressione dell’impotenza nei confronti del tempo, dell’impossibilità di cambiare le tue scelte, e soprattutto, della curiosità inappagata (inappagabile) di vivere tutte le tue vite possibili, parallele. Mal di testa. Sei sopraffatto dai tuoi stessi pensieri: non riesci a collegarli logicamente. Basta vaneggiare, il brunch è pronto. Con uno sforzo disperato nel suo ultimo giorno di vita il sole del 20 dicembre ti scalda la faccia, lo fa solo per te. Ad occhi socchiusi mangi uova e bacon; c’è Perfect Day di Lou Reed. E tutto è perfetto.
You made me forget myself. I thought I was someone else. Someone good.
Dicembre 20, 2007 di interno7am
l’impotenza nei confronti del tempo, l’impossibilità di cambiare le proprie scelte è anche rassegnazione! …il sole lo si può far splendere sempre! …CORAGGIO! e la vita, quella unica, possibile, intensa ti assorbirà